BIOEDILIZIA

Ristrutturare e progettare

La progettazione bioecologica può essere intrapresa secondo una griglia che procede per fasi, una metodologia che va dall’analisi climatica del sito di progetto al dettaglio tecnologico.

L’edificio, sia esso da ristrutturare o da edificare ex novo, risultante da tale processo progettuale sarà profondamente radicato nelle specificità del luogo, da cui derivano la scelta della sua localizzazione così come il materiale di cui è costituito. Questo metodo, che considera le interazioni clima-edifcio come fondamenti essenziali della progettazione, ha come obiettivo la progettazione ecocompatibile dell’ambiente costruito in relazione alle specificità del contesto.

Tale approccio è dunque teso all’ottimizzazione delle scelte funzionali, tecnologiche e morfologiche dalla fase concettuale a quella esecutiva.

Ciò significa considerare tutte le risorse ambientali, tra cui suolo, acqua, verde, ma anche flussi di materia e di energia, valutati lungo l’intero ciclo di vita dell’edificio (progettazione, costruzione, dismissione).

In primo luogo essi determinano un elevato dispendio energetico (si pensi al consumo di combustibili per il riscaldamento degli edifici ed all’inquinamento atmosferico che da esso deriva) che danneggia l’ambiente esterno.

Oltre a mirare alla salvaguardia ambientale, questo metodo di progettazione ambientale si pone come obiettivo il raggiungimento da parte degli utenti di un comfort plurisensoriale, ovvero acustico, luminoso e termoigrometrico, non solo in termini quantitativi ma anche qualitativi e percettivi.

L’inquinamento indoor può essere ricondotto alle moderne tecniche di costruzione e alle emanazioni derivanti da alcuni materiali di comune impiego (vernici, laccature, rivestimenti sintetici…).

L’approccio della bioedilizia ricorre a metodi progettuali organizzati secondo una griglia progettuale suddivisa in fasi:


Copyright © 2006 - 2008 EnerLIVE s.a.s. Tutti i diritti riservati.