BIOEDILIZIA
Il risparmio energetico costituisce un metodo di approccio al progetto, sia al fine di rispettare i limiti di fabbisogno energetico previsti dalla normativa, sia nell’ottica della sostenibilità.
Questa metodologia si avvale di alcuni strumenti attraverso cui si compiono valutazioni energetiche sia durante la fase progettuale, così da fornire delle linee guida per una progettazione consapevole, sia a progetto ultimato, così da verificare che le soluzioni progettuali diano i risultati aspettati.
Partendo da un’ipotesi preliminare di progetto (sia esso riferito ad un edificio già esistente o ad una costruzione ex novo), per prima cosa si verifica che l’edificio risponda ai requisiti minimi previsti dalla normativa vigente (d.lgs. 192 / 2005 così come modificato dal d.lgs 311 / 2006); una volta accertato questo ci si deve chiedere se sia possibile ridurre i consumi energetici del progetto.
Per migliorare l’efficienza energetica è si può ridurre il valore di trasmittanza (misurata in W/m?K, rappresenta il calore disperso per unità di superficie generata da una differenza di temperatura) dell’involucro, così da contenere le dispersioni termiche. Il raggiungimento di questo obiettivo viene verificato utilizzando dei software di calcolo, che permettono di riscontrare in termini numerici l’effettiva riduzione dei fabbisogni energetici dell’edificio.
Il passaggio successivo è quello di ridurre ulteriormente il valore di trasmittanza, attraverso l’inserimento di alcune soluzioni tecnologiche e impiantistiche: ad esempio una serra, un sistema di ventilazione con tubi sotterranei capaci di massimizzare i guadagni termici e ridurre le dispersioni, un sistema di riscaldamento a pannelli radianti, una stufa a pellets, un impianto a pannelli solari termici. Si verifica nuvamente l’effettiva riduzione di fabbisogno energetico annuo attraverso l’utilizzo del software di calcolo
Infine si può valutare l’ipotesi di un iperisolamento, che permette di massimizzare le prestazioni dell’involucro e conseguentemente di ridurre al minimo il fabbisogno energetico dell’edificio (passivhaus).
Le immagini mettono in evidenza le differenze di un edificio a norma ed una passive-house.
Oggi il concetto di edificio passivo (passivhaus) e’ diventato un preciso standard energetico che indica un edificio caratterizzato da un fabbisogno termico per il riscaldamento invernale inferiore a 15kWh/mqa. L’obiettivo della bioedilizia e’ quello di arrivare a realizzare edifici a “consumo zero” e in questa direzione si stanno spingendo le sperimentazioni delle passivhaus, ovvero edifici con un fabbisogno termico non superiore ai 15 kWh/mqa.
Le perdite di calore sono ridotte al minimo, così che il calore fornito dagli apporti solari e quello prodotto da sorgenti interne, possa coprire il fabbisogno energetico necessario per il riscaldamento invernale, permettendo di evitare l’utilizzo di un impianto di riscaldamento convenzionale. Dal punto di vista delle soluzioni tecniche, le passivhaus si caratterizzano per:
Al fine di ridurre al minimo il fabbisogno energetico sono stati individuati alcuni requisiti:
Una volta che l’obiettivo di contenimento dei consumi risulta essere soddisfatto, rimane da valutare l’effettiva convenienza in termici economici delle soluzioni adottate. Per verificare questo ancora una volta possono essere utilizzati i software di calcolo che permettono di confrontare i consumi energetici e i relativi costi derivanti delle diverse soluzioni analizzate.
Ovviamente tutte le migliorie apportate che derivano dall’utilizzo di soluzioni progettuali, tecnologiche ed impiantistiche costituiscono un extracosto rispetto alle soluzioni tradizionali. E’ dunque necessario non fermarsi all’analisi dei valori di consumo energetico delle diverse soluzioni, ma valutare, in relazione all’investimento iniziale e al payback period, quale sia più conveniente adottare.
Oltre ai risultati puramente numerici è importante tenere conto del probabile innalzamento dei costi delle fonti energetiche (gas metano, combustibili fossili, pellet…): in quest’ottica il risparmio energetico assume i connotati di un investimento di tipo economico, e non solo in termini di sostenibilità.
Possiamo dunque concludere che attraverso lo studio del contesto e degli scambi energetici tra ambiente esterno ed edificio è possibile, procedendo per fasi, ottimizzarne l’efficienza energetica, ottenendo un guadagno in termini economici e di benessere per l’uomo e per l’ambiente.
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