La sostituzione del gasolio con un carburante alternativo di origine vegetale ha molteplici vantaggi.
La particolarità di questa filiera è rappresentata dalla fatto di poter ottenere dei benefid di tipo economico ed ambientale da un sistema di trattamento di reflui/liquami, prima del loro smaltimento. I vantaggi sono relativi sia al prodotto principale, quale il biogas, sia relativi al sottoprodotto della digestione anaerobica, cioè il “digestato”.
Esempio di utilizzo: Stima della produzione di biogas ed energia da un allevamento bovino.
Per un allevamento di 500 bovini all’ingrasso con peso vivo medio pari a 300 kg, allevati in stalle
su grigliato, è possibile stimare una produzione di liquame pari a circa 4.000 m3/anno.
Considerando un contenuto in sostanza secca di circa il 9,2%, è possibile effettuare un stima della
produzione di biogas e quindi dell’energia producibile in seguito alla digestione anaerotica dei
liquami in regime di termofilia (tempo di permanenza del liquame nel reattore pari a circa 30 giorni).
Per la produzione di energia viene considerato un rendimento elettrico pari al 30% e termico dell’ordine del 50%. Per il cogeneratore vengono ipotizzate 6.000 ore/anno di funzionamento. Sul fronte dei ricavi economici ottenibili dalla produzione di energia elettrica si avrebbe l’emissione di 4 Certificati Verdi (0,11 €/kWh), nonché un utile dalla vendita dell’energia elettrica prodotta pari a 95 €/MWh.
La digestione anaerobica, o fermentazione metanica, è la biodegradazione della sostanza organica in assenza di ossigeno (anaerobiosi), che porta alla formazione di biogas, combustibile ad elevato potere calorifico.
POTERE CALORIFICO BIOGAS: 18,81 MJ/m3 (4.500 kcal/m3) - 27,17 MJ/m3 (6.500 kcal/m3)
Con il processo di digestione anaerobica, l’energia racchiusa nei legami chimici dei composti organici è rilasciata e immagazzinata principalmente nelle molecole di metano (CH4) che, assieme all’anidride carbonica (CO2) sono i principali costituenti del biogas. Altre sostanze presenti in minor percentuale sono ossido di carbonio (CO), azoto (N2), idrogeno (H2), idrogeno solforato (H2S):
Come può essere impiegato il biogas?
Le principali possibilità di utilizzo del biogas sono:
Altre possibilità di applicazione emergenti sono:
Prima dell’utilizzo a fini energetici il biogas potrebbero essere richiesti opportuni trattamenti di depurazione, al fine di rimuovere sostanze presenti nel biogas che possono provocare l’abbassamento del potere calorifico della miscela, oppure avere azione corrosiva nei confronti degli impianti di utilizzazione.
Il processo di digestione anaerobica è piuttosto complesso ed avviene in fasi successive, ognuna a carico di gruppi batterici diversi che agiscono in serie.
La quantità e la qualità, cioè il contenuto in metano di biogas, sono condizionati dalla natura del materiale che subisce la fermentazione, nonché da alcuni parametri di processo. ii contenuto in metano può variare da un minimo del 60% ad un massimo dell’80%.
Narura del substrato
Nella seguente tabella vengono esposte le rese energetiche di alcuni substrati:
tabella4
La codigestione è l’utilizzo simultaneo di diverse tipologie di substrato (co-substrati) in diversa proporzione, motivata dalla possibilità di aumentare te rese in biogas rispetto all’impiego di un’unica tipologia di materiale.
Tecniche di digestione
A seconda della temperatura alla quale si sviluppa il processo, la digestione anaerobica viene definita “psicrofila”, “mesofla” e “termofila”.
A seconda del contenuto in sostanza secca del materiale da digerire, la digestione anaerobica può essere “a secco”, quando il contenuto è superiore al 20%, o “ad umido”, quando la sostanza secca è inferiore al 10-13%.
I sistemi più diffusi sono quelli ad umido ed operanti in regime di mesofilia.
Le tipologie impiantistiche dei sistemi di digestione anaerobica attualmente disponibili vanno da sistemi estremamente semplificati, applicati per lo più alla digestione anaerobica in scala aziendale (lagoni o vasche di accumulo dotate di copertura gasometrica), a quelli molto sofisticati ad elevato contenuto tecnologico, che si prestano per lo più al trattamento di reflui di tipo industriale (filtri anaerobici, reattori UASB, ecc.).
Studio effettuato da C.E.T.A. Centro di Ecologia Teorica ed Applicata
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