Perché utilizzare la biomassa forestale?
La sostituzione del carburante di origine fossile con la biomassa forestale comporta molteplici vantaggi:
Cos’è la biomassa forestale e come viene prodotta?
I residui forestali, risultanti dai diversi tipi di
interventi selvicolturale (ossia l’eliminazione
mediante taglio di alcune piante al fine di
controllare la composizione, la struttura
spaziale e l’evoluzione della comunità vegetale
bosco), vengono comunemente indicati come
biomasse forestali.
Essi consistono in linea generale in quelli che vengono comunemente indicati come assortimenti minori (parte legnosa delle piante con diametro generalmente inferiore ai 18 cm) nel caso di tagli selvicolturali di boschi a fustaia (ossia boschi in cui le piante nascono da seme - propagazione sessuata), e dall’intero assortimento nel caso dei boschi mantenuti a ceduo (in questo caso il bosco è prevalentemente costituito da fusti che si originano da una gemma situata alla ceppaia, generalmente, di latifoglia).
Caratteristiche delle biomasse forestali
Le biomasse forestali sono prevalentemente costituite da polimeri quali cellulosa (50% s.s.), emicellulosa (10-30% s.s.) e lignina (20-30% s.s.). Gli elementi chimici che le compongono sono prevalentemente il Carbonio (49-51 %), l’Ossigeno (41-45 %) e l’Idrogeno (5-7%). La produzione di ceneri varia in termini percentuali tra lo 0,5-1,5% del volume della biomassa. Parametri importanti per valutare la qualità delle biomasse forestali sono, inoltre, alcune caratteristiche fisiche quali l’umidità (rapporto tra la quantità d’acqua contenuta in un pezzo di legno ed il suo peso), la densità (rapporto tra massa ed il volume di un pezzo di legno, misurata in kg/m3, generalmente più elevati per le latifoglie rispetto alle conifere) e il potere calorifico inferiore (pci) (quantità di calore che si sviluppa con la combustione completa di 1 kg dì legno, considerando l’acqua allo stato di vapore a 100 °C).
Queste variabili sono tra loro correlate ossia la biomassa forestale può essere considerata un buon combustibile quando ha un ridotto tasso di umidità (e perciò un alto pci) e un’elevata densità. Con una percentuale di umidità (riferita alla sostanza secca, s.s.) variabile tra 1112 e il 15%, si può affermare che, in linea generale, il potere calorifico delle conifere si attesta attorno ai 3.800 Kcal/kg e quello delle latifoglie attorno ai 3.600 Kcal/kg.
Come può essere impiegata la biomassa forestale?
La biomassa forestale viene comunemente utilizzata per produrre energia termica.
Le forme merceologiche in cui viene comunemente utilizzata la biomassa forestale sono i tronchetti, ossia legna da ardere a ciocchi (combustibile tradizionalmente utilizzato negli ambienti rurali o montani con un peso sterico 300-500 kg/mst; pci 3.700 kcal/kg con un’umidità del 15%), il cippato, ossia legname ridotto in scaglie da una cippatrice, facilmente maneggiabile e che permette un’alimentazione automatica delle caldaie (peso sterico 160-250 kg/mst pci 3.700 kcal/kg se essiccato all’aperto) e i pellets, ossia pastiglie di legno macinato e pressato (solitamente il materiale originale può essere costituito da segatura o polveri), che vengono poi utilizzate come combustibile soprattutto negli impianti per il riscaldamento domestico (piccoli e medi impianti residenziali) (peso sterico variabile tra 400-600 kg/m~~ pci superiore ai 4.200 kcal/kg, con un’umidità aI 10%).
Come è prodotta l’energia dalle biomasse?
L’energia termica può esser prodotta mediante caldaie. In questo caso le tipologie. di generatori termici alimentati a legno disponibili sono fondamentalmente tre, in funzione della forma fisica delle tre principali categorie merceologiche di combustibili vegetali.
L’energia termica può essere utilizzata anche mediante impianti di teleriscaldamento. Oggi, nella prevalenza delle città italiane, ogni edificio provvede autonomamente al riscaldamento: il calore viene, quindi, prodotto separatamente dall’elettricità, con notevole spreco di energia (sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo).
Il teleriscaldamerito è un servizio energetico urbano mediante il quale il calore per il riscaldamento degli edifici e per altri usi a bassa temperatura (come l’acqua calda per uso igienico-sanitario) viene distribuito tramite una rete di tubazioni interrate precoibentate che connettono il generatore termico con le utenze finali attraverso uno scambiatore.
Studio effettuato da C.E.T.A. Centro di Ecologia Teorica ed Applicata
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